Voglia di cambiamento.

L' articolo satirico del personaggio inventato da me di nome Ameba, approdata alla CNN, piuttosto che le letture sul blog di Beppe Grillo, affiancato dalle letture di quotidiani italiani diversi in internet e di blog di comuni cittadini del mondo come me, m'ha fatto scrivere il titolo di questo post.
Da sempre interessata ad avere un occhio critico ed approfondito, cerco di dare la mia visione di cio' che avviene secondo il mio punto di vista, schierandomi da cittadina pensante non succube di alcuna forma di demagogia.
Citando la CNN, cito "la mecca dell'informazione" per la stragrande fetta mondiale di popolazione, quando invece leggendo, l'informazione sfugge perche' sommaria, imparagonabile a quella italiana che ha qualcosa in piu' (a livello sommario). Tant'e' che anche se la notizia non e' verificata la si da' sempre!
In America, quindi, c'e' poco approfondimento. Mentre in Italia invece lo si cerca tramite alcuni programmi che vengono additati come faziosi, ma che invece hanno il compito d'informare il cittadino su problemi legati alla societa' in cui vive e si rapporta, passando per l'ambiente e la tutela dei diritti.
E comunque sappiamo tutti che ci sono diverse ale faziose che da qualche tempo possono esistere in Italia a cui viene offerto approfondimento libero, anzi "libero". Prima c'era solo Fede con l'ammirazione per Berlusconi, adesso c'e' anche Santoro che voleva invitare Berlusconi per un'intervista di confronto, nella sua trasmissione. Mi sembra equo e democratico.
E anche se spesso Beppe Grillo viene mirato, e' presente comunque per tv, radio, internet con i suoi punti di vista politici, senza esser iscritto a nessun albo politico.
Parlando proprio di Grillo mi viene uno spiraglio di barlume, perche' che ci sappia fare o meno, da spazio alla gente, pubblica le lettere nel suo blog, contatta i politici per la gente e c'informa di quello che c'e' dietro. Non c'e' n'e', offre spunti coinvolgendo le persone alla maggior attenzione per diverse cause, educando.
Ed e' questo secondo me il punto focale di cui prendo atto perche' la politica come la democrazia ed i suoi mezzi per diffonderla, ha bisogno prima di tutto d'educare, di mettere tutte le carte sul tavolo, di essere capillare, di dedicarsi pienamente come mi sembra faccia Beppe Grillo.
La politica secondo me e' qualcosa di molto serio perche' e' la nostra vita, la regola da quando ci alziamo la mattina a quando andiamo a comprare il pane, fin quando lavoriamo, se lo facciamo. Ed anche se non lo facessimo, la regolerebbe ancor di piu'.
L'informazione come giornalismo deve darci gli strumenti per sapere come questa politica ci tutela e ci protegga e non come difenderci da essa.
In questi anni sembra che la politica abbia voluto cambiar faccia perche' siamo stati noi a chieder questo. Senza contare che per voltar un paio di tomi (e non pagine) occorre tempo essendo il nostro un paese a rilento su tutto per colpa del passato (che ritorna sempre). Siamo stati assetati di novita' e riforme che per anni, prima di quest'attuale politica, abbiamo aspettato come anche adesso, perche' non e' mai finita. Per questo ora, secondo me c'e' piu' desiderio che qualcosa venga fatto a breve.
La politica vuole cambiare perche' vogliamo stare bene. Vogliamo il presente ed il futuro, vogliamo un lavoro che sfrutti le nostre capacita', vogliamo meritocrazia. Vogliamo informarci, tutelarci. Vogliamo credere nella cultura come mezzo per confrontarci e capire, senza che questo ci uniformi e ci renda succubi di questo privilegio.
E poi io voglio credere ed esser fiera di rispettare le mie idee, sapendo che non tutti la penseranno come me. E sono sicura pure voi che ora mi leggete, credete ed avrete pareri discordanti su questo o forse vi staro' antipatica per l'argomento troppo "chic".
Inoltre vorrei credere che esistano persone che amano il loro mestiere d'impronta autorevole, come il giornalismo ed altro, mantenendo professionalita' specie quando hanno l'ardua impresa d'educare e di fare l'interesse del cittadino.
Certo, e' facile scrivere tutto questo, ma e' anche difficile chiedere qualcosa come un diritto di un cittadino come me sapendo delle difficolta'. Io che non ho la fortuna di avere il nome di Beppe Grillo, di Silvio Berlusconi o di Francesco Rutelli. Ne' ho la fortuna d'avere un papi giovane avvocato o dottore o imprenditore. Nulla contro le categorie, anzi a me piace tutta la gente e ripongo fiducia... ma si potrebbe pensare che "faccia la finta rivoluzione" avendo alle spalle chi puo' tutelarmi. Niente finzioni e lecchinaggi, anche se voglio il cambiamento perche' appena usciro' di qua se non verrano attuate certe cose, me la passero' davvero male.
Sarebbe uno smacco per l'Italia non credere nella politica, perche' e' proprio lei ad esser fatta da noi ed e' lei che puo' fare qualcosa per noi, ricordando che si puo' cambiare visto che uno grande non fa i piccolini, ma tanti piccolini uno grande lo fanno.
REWIND. 21 Agosto. Si... ma chi ci crede piu' nella politica.




